Nouvelle cuisine a scabecciu

Quando il cagliaritano vuole andare a cena fuori il sabato e parte un murrungio senza fine. Da una chat qualsiasi (di minimo 20 persone), alla semplice domanda: allora stasera dove andiamo? , partono mille obiezioni , contestazioni  ammonimenti  ed espulsioni con cartellino giallo.                                     --- Ho desiderio di cozze , andiamo alla Cozzeria di Arborea ? Ad Arborea?????? Ma no, è a Quartu. Ah...no, troppo lontano.                          -Che ne dite di quel ristorante zona piazza Ienne, si mangia bene, è una cucina sarda rivisitata , talvolta fanno musica per accompagnare la cena ... eh, così non riusciamo a chiacchierare e devo urlare  per farmi sentire.              - E se per una volta provassimo  una cucina non sarda? ... Sushi? Siamo invasi , solo due ci garantiscono la genuinità , se il pesce non è stato abbattuto per bene I vermi ci colonizzano l'intestino... Indiana? No per carità troppo speziata e piccante ,, poi non dormo per la sete...  pugliese? assaggiamo il loro trionfo di crudo di mare accompagnato da un primitivo De Castris , dai... e cosa avranno I pugliesi da insegnarci ? Vabbè , andiamo in quello chicchissimo, stellato... sì, così ci fa il colletto. La qualità si paga. Ma non per questo ci devono prendere per I fondelli, spacciando per nouvelle cousine un micro budino al pecorino su una cremina verde chiamata pomposamente '' letto di asparagi selvatici'', e mi presentano un conto come se avessimo mangiato pepite d'oro. Ma insomma dove andiamo?  Andiamo dove si mangia bene, senza dover chiedere un finanziamento.  Quindi? Andiamo alla Marina che di sicuro troviamo un tavolo. Senza prenotazione ????? Impossibile.    Verso piazza Repubblica ? Stai scherzando, mi rimane l'odore di fritto addosso per una settimana ... ma possibile che a Cagliari ci sia solo un ristorante con vista mare ?... io vorrei andare a mangiare qualcosa di particolare,non I soliti piatti che cucino a casa, e non trovarmi I soliti menù ripetitivi E poi vorrei sentirmi trattata da regina !...e così via discorrendo. .    Tutti I cagliaritani amano andare a cena fuori, ma non perdonano un errore. Se si sentono fregati ci mettono una croce sopra giurando di non metterci più piede .                            Duro lavoro quello dello chef e/o ristoratore che seriamente e con  professionalità vuole emergere nello skyline variopinto dell'offerta. Il cagliaritano è esigente, diffidente, criticone e permaloso. Certo, c'è chi è raffinato e curioso, e viene attirato dal menù descritto come un ''percorso di sapori'' , o da piatti ''raccontati come se fossero una poesia del Carducci o un quadro di Van Gogh ''. È una questione culturale direi. Ben venga l'inaugurazione di nuovi spazi , sia quelli con una cucina tradizionale vera e propria, sia quella mirata al   recupero di ricette che si stanno perdendo e degli antichi sapori che Ia nostra gioventù purtroppo non conosce. Ma anche largo alle novità e alla sperimentazione. C'è una generazione di giovani chef sardi che si sono fatti le ossa nelle cucine dei ''grandi '' , spesso lavorando from bottom to top, che hanno studiato per anni con serietà presso le scuole di chef affermati, e che meritano anch'essi di entrare nella costellazione.  A loro va il compito di ''educarci'' , istruirci , di portarci ad accettare con più disinvoltura le nuove formule gastronomiche. Cagliari che si evolve. Anche grazie a loro.

2 DICEMBRE 2017

Il trionfo di crudo barese doc