Gli ANNI '70. RICORDI SPETTINATI                                    6 gennaio 18

Santa Margherita.1978

Andavamo senza casco, il vento fra i capelli. Avevo il vespino grigio metallizzato finchè non mi venne rubato una sera in via Trento. Era in corso una delle tante memorabili feste a villa Trois. Nello slargo del marciapiede che invitava al viale d'ingresso legavamo i motorini con le catene l'uno all'altro. Un groviglio di cinquantini. 

Iniziavano i primi flirt, i primi "ti metti con me?", le prime trasse per quello o quella che ci faceva battere il cuore. 

Durante l'inverno ci si vedeva al Dettori lato via Cugia o al Galilei. Il panino africano era un must. Uova sode, patate,pomodoro, e una salsetta piccante squisita. Lo mangiavamo caldo, là fuori in via Cimarosa.

Non appena si allungavano le serate  della dolce primavera cagliaritana traslocavamo alla Carapigna. La gelateria aperta nel 1975 fu per dieci anni , anzi fino ai mondiali '90, meta fissa di incontri "social" della gioventù cittadina. Divenne presto moda. Si poteva sostare lì davanti per delle ore. Ci appoggiavamo ai motorini, chi aveva il ciao, chi il vespino e chi il sì con il sellino lungo, invidiatissimo, o al muraglione di fronte ( la siepe venne messa per i mondiali), gustando il cono gelato, "svisando e crastulando". Capitava di vedere fra di noi anche Motoretta in groppa alla sua motorella col sellino così alto che non riusciva ad appoggiare i piedi per terra (cit. M.Siccardo).A lungo andare diventammo così tanti che invademmo la corsia dell'autobus sul viale Diaz creando ovvi problemi al traffico e alla quiete pubblica. I vigili irrompevano una sera sì e l'altra pure per farci sloggiare. Nei ricordi dei titolari compaiono i giocatori del Brill, era il periodo d'oro del Basket cagliaritano. Lucarelli continua ad andarci ancora oggi, idem De Rossi , legatissimo alla città e alla Carapigna, e Vascellari, Serra. E l'argentino Ferello che una sera distratto chissà da che andò a sbattere con la sua auto scassata sul palo della luce proprio lì di fronte . Puidokas il gigante buono sempre pronto a dare una mano per scaricare le merci . E Sutter ? No, Sutter era più uomo da bar...Il Brill ... e chi se le dimentica quelle domeniche di tifo sfrenato , trascinati dall'entusismo di Ferrero Pitzianti & co.?

Le prime vere discoteche in città negli anni'70 (fine '70) furono lo Zero di via Mameli e il Charlie di via Dexart. Per noi ragazzine di 16/17 anni strappare ai genitori l'autorizzazione ad andarci era una conquista. Si andava la domenica alle 19 e si usciva alle 21.30 quando arrivavano i "grandi", Peco Stefano Emanuele Doddo ecc.ecc. Il Charlie, Roberto Casu in consolle, era il luogo prescelto per l'elezione della miss Dettori, miss Siotto e degli altri licei. Sullo skyline delle discoteche cagliaritane si affacciavano nel frattempo lo Xenon di via Zagabria e il Bounty di via Galvani.

Poi arrivava l'estate. Per la mia generazione era lunghissima, dal 4 giugno al 4 ottobre più o meno. Pescura o Zoori neri ai piedi. Chi rimaneva in città andava al Lido, che allora aveva le cabine anche su due ali che si allungavano verso la battigia , a destra e sinistra rispetto alla rotonda. Avevamo sempre l'amica con la cabina grande di famiglia, mi ricordo perfettamente di quella di Giusi e Giorgio Delpiano, mi sembrava enorme! Chi invece aveva casa a Santa Margherita traslocava con nonni zii cugini e cani al seguito. La spesa si faceva alla Casa Cantoniera , il Pam Pam e il Market di Cala verde ancora non esistevano. In spiaggia lato Stella marina si organizzava la caccia al tesoro in notturna con tanto di premiazione. I Ciocci, i De Montis, le sorelle Manca, i Mereu, i Fradelloni, Alessandro Falconi, Luca Pani, Francesca Grande, Giotti, Paola Atzeni, Cristiana Lepri, Roberta Massoli, Simona Massani, i Maurichi. Indimenticabili momenti.

In quel periodo la più grande trasgressione per noi ragazzini era "entrare al Forte". O si scavalcava la recinzione o si bucava con le cesoie che qualcuno di noi nascondeva nella salopette in jeans . " E se ci fermano ?" ci chiedevamo in ansia." eh, tu dì che non  sapevi che non si potesse entrare, oppure dì che ti sei perso , e parla inglese!!".Tanti di noi ragazzini di Santa , della Saia, della Cistos, di Stella Marina o Perla marina venivano beccati e portati dal direttore , che allora era Franco Pecorelli .

Era il periodo di Capo blu. La vera discoteca open air, con tanto di piscina. Musica mixata da  Andrea Massidda. Avevamo un  modo di ballare tutto nostro, non so se ve lo ricordate, non muovevamo quasi i piedi, li tenevamo uniti paralleli e muovevamo il bacino ruotandolo leggermente, e allargavamo le braccia come ali. Elegantissimi ! Ad un certo punto partivano i lenti e le coppie si formavano. "BALLI?" Che bei tempi. Condivido questi ricordi con  Chicca B., le sorelle Alessandra (la cinesina) e Rossella A., Mauro Siccardo, Ninni,Edo, i fratelli Zuddas,Diddo,Guru,Vasapollo  ,Magnabosco, Gianfranco aka Birretta  che ricordo inseguito da Picasso armato di mazza da baseball.

 

 

 

Il Lido negli anni '70

Palazzetto strapieno per il Brill

Santa Margherita. 1978 . Chi si riconosce?

La memoria della Carapigna

Lo scalda panini e wurstel dei Panini africani di via Cimarosa

Eravamo così. Zoccoli Pescura d'ordinanza