I CAGLIARITANI IN ESCURSIONE. LA SELLA DEL DIAVOLO

partenza da Marina piccola

 

Ieri mi sono fatta un regalo.  Fare la turista nella mia città.

Da tempo desideravo salire sulla Sella del diavolo. Ne avevo sentito parlare, passeggiata magnifica, panorami mozzafiato, facilmente accessibile.Ma volevo qualcosa di più, volevo partecipare ad un'escursione guidata da esperti, avevo bisogno di un full immersion nella storia della mia Cagliari, a contatto con la natura , magari con un pizzico d'avventura. Speravo di trascorrere qualche ora in simpatia. 

Alle 17 appuntamento al bar di Marina piccola con l'amico Sandro Mezzolani, cartografo di professione ed esperto escursionista, che da anni ogni settimana(solo il maltempo lo ferma) accompagna i cagliaritani in percorsi fiabeschi carichi di storia e sardità , itinerari fino a poco tempo fa impraticabili , sia a Cagliari e dintorni che in stupendi angoli della Sardegna. Il gruppo era composto da una trentina di persone di età mista, ma in netta prevalenza donne. Sì, mi conferma Sandro che alle sue escursioni la parte femminile è più numerosa di quella maschile. Forse perché per noi donne partecipare ad un'escursione è un gesto d'affetto, è regalarci dei momenti speciali. Se poi l'escursione si arricchisce di avventura e di cultura ci andiamo come le api al miele. E' un momento di evasione , di autonomia , qualcosa per noi stesse. Un regalo, appunto. Che ci fa bene allo spirito e al corpo, come e forse più di un massaggio o una capatina alle terme.

Sandro ci avverte che il percorso con partenza da Marina piccola è un po' più irto rispetto a quello con partenza da Calamosca. Mi guardo intorno , fra di noi c'è un nonno con due bambini, mi rilasso.

Saliamo, il sentiero in alcuni tratti è talmente stretto che ci sta un piede per volta. Alla mia sinistra un panorama così bello da sembrare finto. Un dirupo verdissimo , pini di mare piegati dal vento, asfodeli eleganti , cespugli di euforbie dalle chiome gialle e dalla linfa appiccicosa e irritante. E aree vastissime di agavi e mimose in fiore. E sotto, oltre il verde, l'azzurro del mare, il bianco delle barche ordinatamente ormeggiate e cullate dalle onde e infine lo skyline limpido di Cagliari .Una carezza per gli occhi.

In alcuni punti la salita era dura, abbiamo scalato una breve parete in modalità capretta senza avere il coraggio di guardare indietro verso lo strapiombo. Adrenalina. Qualche murrungio , ma poi, arrivati su prima alla torre e poi alla Croce, ci ha pervaso un senso di benessere per la prova superata.

Tutti al rifugio, Sandro ci offre un bicchiere di vino rosso , ognuno tira fuori dallo zaino qualcosa, chi offre delle fragole, chi frutta secca, focacce e le immancabili pizzette cagliaritane, una colomba, biscotti. Fantastico momento di condivisione fra persone che fino ad un'ora prima non si erano mai viste e che grazie alle battute divertenti di Sandro ha riso all'unisono. Allegria contagiosa sulla Sella!

Sandro:" è arrivato il momento della foto di gruppo, possiamo farla? Non è che fra di voi c'è qualcuno in malattia?" e giù a ridere...

Mezzolani, novello La Marmora ci ha offerto pillole di storia raccontandoci ad esempio dello storico cartografo piemontese a cui Cagliari ha dedicato una via in Castello. Nel belvedere alle spalle della nuova croce issata in cima alla Sella, la nostra simpatica guida ci mostra un piattello arrugginito conficcato nel terreno, indicante un punto trigonometrico probabilmente messo lì da Alberto La Marmora , a memoria del lavoro pazzesco da lui fatto per la creazione della carta geografica della Sardegna. Fin dal 1826 lavorò sulla carta girovagando con le sue attrezzature per le contrade , prendendo appunti ed effettuando misurazioni topografiche . A lui si deve la misurazione del punto più alto del Gennargentu, che porta il suo nome : Punta La Marmora , 1.834 metri slm. Stabilì quanto è grande la Sardegna e soprattutto dov'è !!! A quei tempi  non c'era il GPS, cioè il sistema di posizionamento satellitare che permette in ogni istante di conoscere la longitudine e la latitudine di un oggetto. Il La Marmora utilizzava il teodolite , una specie di cannocchiale capace di misurare gli angoli contenuti in un piano orizzontale (azimutali) e quelli in un piano verticale (zenitali). Divise la Sardegna in grandi triangoli , e ogni triangolo in ulteriori triangoli di dimensioni minori. Poi li collegò fra di loro in una rete, e successivamente con l'isola della Maddalena e la Corsica.Quest'ultima all'isola del Giglio e all'Elba, e infine alla terraferma. Individuò così , con precisione, dov'è la Sardegna !

Nelle escursioni organizzate da Mezzolani collabora Angelo Pili , un archivio vivente di aneddoti , notizie, leggende sulla antica Cagliari, e non solo. Ieri Angelo ci ha affascinato raccontandoci del periodo del dominio saraceno. Si sappia che tutte le torri d'avvistamento che noi conosciamo come barbaresche sono state  innalzate dagli Spagnoli contro gli assalti musulmani. Quando questi sbarcavano sulle nostre coste avevano la bella abitudine di rapire cagliaritane(i) che portavano ad Algeri dove venivano messe in vendita nel caravanserraglio. In città già allora esistevano i frati Mercedari che spesso attraversavano in navigazione il mare e andavano a riscattare con i proventi della carità i cristiani resi schiavi dai saraceni.

La discesa per il rientro alla base è stata fatta dal versante di Calamosca, difficile staccare lo sguardo dal bellissimo tramonto del sole dietro il faro. L'escursione con Sandro Mezzolani ha risposto perfettamente alle mie aspettative: una rintemprante passeggiata di circa quattro chilometri in tre ore o poco più. Alla prossima.

 

 8 aprile 18

 

 

Le escursioni piacciono anche ai giovani

escursionisti

Chiara, che fra murrungi e autoironia ha raggiunto la vetta per la soddisfazione della sua super mamma

l'abbronzato Sandro Mezzolani, l'ideale accompagnatore nei percorsi escursionistici

Chiara's family in vetta

si sale

panorama magnifico

in modalità caprette

sorrisi e murrungi

Angelo Pili e i suoi affascinanti racconti

l'incanto del tramonto ci ha accompagnato nel ritorno alla base scendendo verso Calamosca