Biddanoa e Montmartre

Il verde curato è un valore aggiunto di Villanova

Via San Giovanni

Balconi fioriti in via San Giovanni

Portoncini mimetizzati fra i disegni in via San Saturnino

Avere cura degli spazi comuni

Incantevoli angolini con orti giardini

Francesco, Sara e la teoria del vetro rotto

Squarci di panorama mozzafiato

VILLANOVA LA BOHÉMIEN

A Cagliari abbiamo un quartiere “back to the future". Là dove un tempo c’era terra incolta, quando Cagliari aveva solo i quartieri di Castello , Stampace e Marina, ora abbiamo un quartiere di romantica suggestione, dai panorami mozzafiato, con le case rimaste tali e quali come se il tempo fosse trascorso invano,  e delle strette viuzze decorate con la street art contemporanea che rendono il quartiere delizioso e unico.

 

Nel ‘300 o giù di lì dal terrapieno sotto Castello in poi, oltre le attuali vie San Giovanni, Garibaldi e  Sonnino, e ancora oltre, a parte pochi edifici solitari come la basilica di San Saturnino, c’erano campi incolti . La zona  venne pian piano antropizzata, piccoli orti e giardini , di cui qualcosa rimane ancora. Spesso infatti dietro alti muri che schermano proprietà private puoi scorgere alte piante da frutto come fichi il cui caratteristico profumo estivo ti può sorprendere piacevolmente in passeggiata. L’area venne gradualmente urbanizzata. Le attuali costruzioni civili hanno mantenuto l’architettura originale di fine ‘800 / primi ‘900, in prevalenza a schiera su due piani, con il livello più basso, ed un primo ingresso, sulla via san Giovanni, e un livello più alto, con altro ingresso, sulla via san Saturnino o via Giardini. Sopra quest’ultimo livello spesso le abitazioni avevano, e hanno ancora ,una piccola terrazza, che serviva come stenditoio.  (Chiudo gli occhi e mi compare l’immagine forte , cinematografica, del susseguirsi di terrazze assolate con il bucato steso e mosso dal maestrale. E dietro di esso il maestoso panorama della città , sino alla Sella del diavolo.) Al piano basso , oltre la scala centrale c’era la zona letto spesso riscaldata da bracieri, mentre il piano alto era riservato alla cucina ( a carbone) e ai servizi igienici (per modo di dire). Nessun lusso.

La classe di contadini campidanesi prima, successivamente quella degli artigiani come fabbri falegnami restauratori e impagliatori ,e infine quella dei piccoli commercianti e bottegai , si stabilirono nella piana sotto la rocca del Castello. Scelsero questa zona per due motivi, innanzitutto perché le mura offrivano protezione e nascondiglio contro eventuali assalti o scorribande banditesche, e in secondo luogo perché era una zona cuscinetto fra il Castello, facilmente raggiungibile per lavorare e commerciare,  e i poderi nella piana che si estendeva fino alle attuali Pirri Pauli Selargius Quartu, dove ogni giorno gli abitanti di Biddanoa si recavano per coltivare la terra.

 

Passeggiare per la via San Saturnino non ti fa sentire a Cagliari, Villanova è diversa, l’atmosfera è unica, a metà fra un paese dove tutti conoscono vita morte e miracoli dei vicini, e i nomi di tutti i bellissimi gatti che la abitano, e un quartiere degli artisti di una grande città europea. Un quartiere dallo spirito un po’ bohémien soprattutto nella parte bassa di via San Giovanni. Penso a Montmartre ma questo l’avranno detto in tanti. Mi chiedo il segreto di questo miracolo urbano.

Da una casuale fortunata chiacchierata con villanovesi ospitali , scopro che tutti hanno adottato in pieno la filosofia straordinaria del c.d. vetro rotto, detta anche “la teoria delle finestre rotte". Ha un fondamento psicologico, è viene utilizzato in criminologia. Si basa sul pensiero che se hai un vetro rotto in casa che non aggiusti per trascuratezza , è come se autorizzassi chiunque lì di passaggio a  trattare la tua abitazione con sciatteria, tanto non c’è nessuno che se ne occupa e che se ne lamenta.

La via San Saturnino, stretta e soleggiata , è la strada dei muralisti  cagliaritani, è per loro casa d’adozione e palestra dove sfogare la propria spinta artistica. Ha un fascino indiscutibile, rimasto inalterato, è un patrimonio cagliaritano che va valorizzato e protetto. Ma chi se ne occupa? Fondamentalmente gli abitanti della zona, quelli che hanno i portoncini d’ingresso lungo la via, camuffati dai vivaci coloratissimi disegni  che quasi spariscono lungo il muro, mimetizzati sotto il bellissimo unico pattern che corre per tutta la via. Ogni villanovese sa che se capita che qualcuno vandalizzi la strada, ad esempio pasticciando un muro e danneggiando un graffiti, è meglio intervenire subito per riparare, chiamando magari un amico artista che ripristini prontamente il murale. Si sa anche che bisogna vigilare e custodire la strada affinché ad es. gruppi di dodicenni non organizzino più bottellon abbandonando bottiglie e cocci, come già capitato. È con l’applicazione costante de la teoria del vetro rotto che si difende l’appeal del quartiere, che poi è patrimonio di tutti i cagliaritani. È una filosofia di condivisione e protezione degli spazi comuni , che stanno a cuore a tutti i villanovesi.

È anche vero però che finché il carcere di Buoncammino era attivo, le ronde di controllo nella zona facevano da deterrente per piccoli reati e atti vandalici e avevano regalato tranquillità anche agli abitanti di via San Giovanni. Purtroppo ultimamente si segnala la ripresa di gesti di vandalismo come trattare la strada a mo’ di latrina o imbrattare i muri , e qui non si tratta di street art! Atti che mettono a dura prova la pazienza di chi ha scelto Villanova per viverci. La lunga strada , ricca di localini botteghe e suk rischia così di perdere la sua suggestiva atmosfera bohémien e demodè  che tanto piace anche ai turisti. Villanova va salvaguardata nella sua completezza, dimodoché mantenga inalterato lo charme che la contraddistingue. Dietro ogni portoncino mimetizzato dai disegni di via San Saturnino c’è un panorama che ti toglie il fiato , piccoli angoli di paradiso cagliaritano nascosti allo sguardo dei più, ma che se hai la fortuna di poterne godere , non potrai mai dimenticare , poiché conquistano il cuore e la mente ed è un attimo, te ne innamori perdutamente.

 

10 giugno 18


*La teoria delle finestre rotte. Si faccia questo esempio: cammini per strada con un pacchetto di patatine. Una volta finite , appallottoli la carta e fai per buttarla. Se non hai la pattumiera a portata di mano, e  vedi la strada ricoperta di rifiuti , la getti per terra senza neanche pensarci. Se la strada è pulita cerchi il bidone più vicino. Detto questo, ogniqualvolta non si vuole che piccoli reati di disagio urbano o vandalismo degenerino in reati più gravi, si adotta la teoria delle finestre rotte. A New York e a Villanova funziona !😀

LA bottega del restauratore in via San Giovanni

La bottega del barbiere molto Almodovar style 🙂

Le faccine dolci e gentili della street artist La fille Bertha