LA LANTERNA MAGICA 

Nel 2013 l'uragano Jolanda colpì violentemente le Filippine, portando distruzione e morte . The Sunnysonnystory racconta di un bimbo che non trovò più niente , né la casa, né la famiglia ,né il villaggio. Trovò un lumicino magico che dava luce senza fili. E ricominciò a sorridere.

Il manager filantropo insegna il funzionamento e l'utilità della lanterna ad una classe di bambini

Il sorriso di questi ragazzi filippini per il dono ricevuto , la lanterna che dà luce senza fili. Everyone has the right to light.

La Sunnysonnystory consegna gratuitamente le magiche lanterne alle popolazioni ancora non raggiunte dall'elettricità

Il manager cagliaritano Sergio Boero, promotore della bellissima iniziativa nelle Filippine

CHAPEAU, MR.BOERO

 

UN CAGLIARITANO A MANILA

 

Regalare la luce a coloro che vivono in zone della terra non ancora raggiunte dalla elettricità. Questa è la mission del manager cagliaritano Sergio Boero. Fra India, Africa, Sud est asiatico, ma anche Sud America, sono un miliardo e mezzo le persone in queste condizioni! Per noi occidentali sembra quasi incredibile che ci siano interi villaggi dove la vita finisce alle 6 di sera. Prendiamo le Filippine , ad esempio, paese dove attualmente vive e lavora Boero (vi rappresenta la Camera di Commercio italiana). In alcune aree rurali non servite dall'elettricità, che è in mani private, ci vivono 30 milioni di persone (⅓ dell’intera popolazione), costrette ad adattare i propri ritmi di vita, e abitudini, al ciclo solare. Cosicché ad esempio terminano di lavorare massimo alle 16.30 per poter essere a casa alle 18, dovendo percorrere sentieri impervi in mezzo alla giungla. Proibitivo per chiunque circolare nelle ore buie , a rischio di violenze e stupri.

Boero, esperto di design thinking e design management (passione che nasce negli spazi dello IED di via Trento), si ingegna per portare un aiuto a queste popolazioni. Il suo diktat, che diventerà il formidabile slogan della campagna pubblicitaria, è “everyone has the right to light".  Individuata nel business dei campeggi una lanterna alimentata con un pannello fotovoltaico, e rivisitatone  il design, il manager cagliaritano intuisce la necessità di un “marketing positioning" , ovvero di cambiare il posizionamento nel mercato del prodotto. Nasce la “inflatable solar lantern” , una lanterna portatile pieghevole (entra nella tasca), leggerissima, dal design attraente e dell’utilità incontrovertibile, fatta in PVC riciclato, che si gonfia a bocca, galleggia, è impermeabile, funziona sott’acqua, si carica agevolmente, dura fino alle 8 ore, illumina fino a 9 metri quadri.  Ed ha una luce, peraltro bellissima, con tre livelli d'intensità, inclusa quella intermittente per allarme. La Sunny Sonny Story, la società sociale (il cui progetto è oggi accreditato dall’Alto commissariato per le Nazioni Unite per i rifugiati) da lui costituita assieme a Carlo Moletti, businessman italiano con radici ad Hong Kong fin dagli anni ‘80, compra e rivende le lanterne a quelle aziende sensibili alla charity, e per loro conto raggiunge i villaggi più poveri ed isolati per donare le lanterne che portano light e maggiore safety, insomma migliorano la qualità della vita.

 

Allontanatosi da Cagliari nell’89, attratto dai luoghi cult del design mondiale quali sono Londra e Milano, e dopo aver occupato ruoli e poltrone di prestigio in aziende del settore design in giro per il mondo (rappresentò lo IED in Cina), per i giochi della vita si trova a vivere nelle Filippine (oggi a Manila Boero rappresenta la Camera di Commercio Italiana). Qui conosce una realtà locale di povertà e arretratezza che stimola la sua vena filantropica.

Uomo tutto d’un pezzo Sergio, si fa prima temere e poi apprezzare dai collaboratori. Mal sopporta la sciatteria (ha vietato categoricamente al suo staff la consuetudine di indossare ciabatte nel luogo di lavoro), impone eleganza e iniziative nuove. E prodotti italiani. Appena insediato alla Camera di commercio introduce d’imperio l’aperitivo italiano nell’evento social a Manila, contro la resistenza dei collaboratori. Un successo , diventa un appuntamento top. Il suo predicato è che la novità si deve imporre, prendendosene il rischio, e addossanondesene  il costo in caso di flop (“ma se sei tu a proporre,e canni, io ti bastono!”cit.Boero). Considerato ingestibile ( riuscì perfino a farsi cacciare dallo IED di Milano), Sergio preferisce prestare le sue prestigiose collaborazioni in rapporti di consulenza. Moderno Che Guevara, come gli piace definirsi, sente profondamente qualunque ingiustizia, ed è pronto alla lotta, ma rifiuta per sé l’appellativo “eroe". Precisa con forza che ciò che lui fa in aiuto di queste popolazioni bisognose è assolutamente normale e dovrebbe essere così per tutti.

 

Formidabile la campagna promozionale della lanterna. L’oggetto ha un design gradevolissimo e attraente, il packaging altrettanto. Lo slogan “#everyonehastherighttolight” è universale. Lo storytelling è intelligente e smuove coscienza e buoni sentimenti. Ma non è tutto , è in cottura un libro che racconterà la avvincente SunnySonnyStory. Infine il vulcanico manager si è lasciato sfuggire un’ideuzza non da poco: al fine di divulgare a livello internazionale il suo progetto “ adotta una lanterna“, la splendida lucina sfilerà sulle passerelle di una grande firma italiana della moda che (stra)vende nel mondo, e sarà regalata con l’acquisto di un capo. Stiamo sicuri che the inflatable lantern diventerà un “must have”.

Chapeau, mr.Boero !

 

17 settembre 18

 

The SunnySonnyStory piace da matti ai cagliaritani

Oggetto dal design accattivante, incuriosisce e rapisce. E tutti lo vogliono !😁

L'amico Sergio mostra con orgoglioso affetto il tatuaggio dedicato alla cara nonna Gianna. Ed ecco che in un cassetto della mia memoria c’è Les Enfant, il negozio di abbigliamento bon ton per bambini in via Alghero , quasi di fronte alla via Millelire. Erano gli anni ‘80. C’era la bionda Belella e c’era la mamma, Gianna Marchetti. Il caratteraccio di quest’ultima era famoso tra i commercianti della via e tanti sono gli aneddoti che ancora oggi ce la fanno ricordare. Chi soffriva di “bad mood" andava da lei , si faceva due risate e si ritemprava. Non che raccontasse barzellette, eh. Era semplicemente una donna dalla battuta pronta , ti diceva ciò che pensava di te, e di chiunque le capitasse a tiro, senza peli sulla lingua. Gianna Marchetti era figlia della seconda guerra , era una donna senza paura. Energica, dittatrice e indisponente, mandava a quel paese con nonchalance. Ora so da chi ha preso Sergio !

"Grazie Nonna Gianna"

Boero in versione rock alla festa di Sese, amico di gioventù e compagno di mille avventure. Classe 65,da ragazzo era facile avvistarlo alla Carapigna o al Dettori, assiduo frequentatore del Villarosa, del Charlie e del New Magical.

Legatissimi, la famiglia Boero supporta Sergio con grande partecipazione.