Dalla giungla informe e disordinata di camper bancarelle tendoni, svetta brillante e luminosa la chiesetta di Santa Greca, si vede da lontano, da qualsiasi parte arrivi, come un faro che illumina la via.

La tradizione prevede l'ingresso alla chiesa appena si arriva. Si acquista un cero, 1 euro, e si entra per la benedizione.

Sant'Arega fra sacro e profano. Un business?

Passeggiare in cerca di torroni e amaretti . Facile incontrare amici che non vedevi da tanto. I cagliaritani si recano alla sagra il lunedì sera per la cena, i decimesi il martedì mattina a pranzo.

SANT'AREGA S.p.A

Greca aveva vent'anni quando, fiera del suo amore per Cristo, si rifiutò di abiurare e venne decapitata. L’Isis ai tempi di Diocleziano.

Poco si sa di questa ragazza ( diciamoci una cosa subito però,  a quei tempi le ventenni non erano proprio considerate fanciulle, eh), se non che le ossa ritrovate in un sarcofago sotto un vecchio altare a Decimomannu, e a lei attribuite, appartengono ad una ventenne vissuta in epoca imperiale quando il principale divertimento era perseguitare i cristiani. Doveva essere piccola di corporatura e bassottina ( la statua che la rappresenta lo è ), quindi inoffensiva indifesa e pura. E doveva essere stata torturata a lungo!

Il sistema anti cristiani di allora era così: 1)imprigionare 2)blandire con adulazioni e lusinghe e poi “avvertire” con intimidazioni e minacce 3)torturare 4) giustiziare.

Sapete di quella cripta piena di ex voto e lettere di devozione che si trova nella chiesa a lei dedicata? Ecco, si dice che Greca sia stata tenuta lì segregata. All’inizio le fecero un bombardamento psicologico per abiurare, ma niente ! La frustarono di brutto ovviamente, con nessun risultato. Allora le piantarono dei grossi chiodi nel cranio (il teschio ritrovato era così, bucato!) a mo' di sfottò. Ma lei resistette! Il feroce procuratore romano Flaviano, innervositosi, finalmente pensò di eliminare la minaccia rappresentata dalla incrollabile testimonianza di fede della giovane donna, e la giustiziò per decapitazione.

I corpi martirizzati dei cristiani, in qualsiasi condizioni fossero ( smembrati, decapitati, bruciati, impalati, crocefissi, ecc. ) venivano pietosamente recuperati e devotamente riposti in luogo sicuro. Quest’usanza, diffusa nelle comunità cristiane bersagli nelle persecuzioni, ci ha permesso di ritrovare i resti di molti santi e martiri, e creare il diffuso culto delle reliquie.

Le spoglie mortali della giovane santa vennero scoperte nel 1600 o giù di lì. Da quel momento fu un crescendo di devozione e adorazione popolare espressa in vari modi, reliquie, ex voto, cripta,santuario, candele,benedizioni,riti religiosi, processione, beatificazione, sagra, donazioni e lasciti. A proposito, i fedeli a Santa Greca si sono da sempre distinti per generosità e abbondanza nelle loro elargizioni. Chiedere intercessioni e poi mostrare gratitudine, un tempo si esternava con vacche agnelli galline, poi con oro e pietre preziose. Un tesoro che venne rubato varie volte, e ogni volta ricostituito, che possiamo vedere in parte addosso a Sant’Arega, riccamente vestita.

Intorno al culto della piccola santa di Decimo si è sviluppato un business. Record di presenze in quest’ultima edizione della sagra, pare che 200.000 persone, provenienti da tutta la Sardegna e oltre, abbiano transitato per Decimo, chi per fede, chi per le famose arrostite, chi per il torrone, chi per il luna park. Fattostà che gli espositori (una giungla di bancarelle e caddozzoni) anno dopo anno aumentano, con la speranza di veder riconfermato il proprio spazio per l’anno successivo.

 

Greca deve essere veramente una santa “portentosa" come è appellata nei Goccius*, altrimenti non si spiega l’adorazione dei fedeli in saecula saeculorum. Molti miracoli sono guarigioni, ma per tanti devoti  è semplicemente Sant’Aregaintercessora".

Si dice che i fedeli per ingraziarsi Sant'Arega intercessora si sottoponessero a penitenze umilianti. Se un tempo potevi vedere i peccatori entrare in chiesa strisciando e leccando il pavimento con la lingua,  oggi durante la processione ci si limita a camminare sulle ginocchia dietro il cocchio, o a trascinare pesanti catene.

 

*Is goccius sono delle pŕeghiere cantate in lingua sarda , dove si loda e si racconta la vita del santo.

 

3 ottobre 18

La corona di Sant'Arega, come vuole la tradizione, è frutto della fusione di oggetti d’oro e pietre preziose donate dai fedeli( pesa quasi mezzo chilo!). Rubata varie volte, è stata sempre ricreata sul modello della prima, risalente al 1928, anno della beatificazione. Veniva commissionata ai migliori orafi cagliaritani. Anche il famoso artista D'Aspro ne creò una nel 1978, che venne però scartata per stile e dimensioni non adatte.

Tottu concordara...? "Mi pariri Sant'Arega! Quante volte l'abbiamo sentito dire? Bastava avere dei vistosi orecchini d'oro con collane o bracciali pendant ( e magari tu ti sentivi chicchissima) che immancabilmente c'era un amico/a che ti sfotteva con questa battuta. Ci siamo passate tutte, no? 😁#abitodisantarega #folklore #sagresardegna #sacroeprofano #cagliaritaninelmondo #cagliaritaniasantarega #valepassaparola

Il girone degli ingordi è qui, sotto i tendoni.

I muggini arrosto, e le anguille, sono un must qui a Sant'Arega

Di tutto di più! A Sant'Arega passare dal profumo d'incenso a quello inebriante del maialetto arrosto è un attimo

Sant'Arega style😁

Sant'Arega style😁

Cenza, la nostra " tutor" (=Si è occupata del nostro tavolo)

Sant'Arega style😁

Sant'Arega style😁

Tavolo di habitué from Cagliari. Lunedì sera si gozzoviglia. Piatti posate bicchieri da casa. Fortunato chi ha l'amica previdente che porta salviette umidificate per le mani post muggine!😉

Dopo la cena si va al luna park, giovani e meno giovani...le giostre sono divertenti, da adrenalina!