EXTRA - SALONE NAZIONALE TURISMO EXTRA- ALBERGHIERO  17-18 novembre 18 - Fiera di Cagliari

Sala plenaria gremita

Il popolo Extra

Maurizio Battelli , ideatore e (pro)motore di EXTRA

EXTRA PEOPLE

Duemila persone circa, provenienti per la maggior parte da tutta la Sardegna,hanno ruotato negli spazi della Fiera alla seconda edizione di EXTRA.

Novità del 2018 è stata la notevole presenza di operatori nazionali, relatori, speaker, sponsors, e pure qualcuno straniero, rivelando nel concreto quanto questo specifico settore turistico, circoscritto per l’occasione all’offerta Sardegna, sia oggetto, in un crescendo costante, di interesse e analisi a livello nazionale ed internazionale.

Circolare nei due piani del padiglione dedicati all’evento, osservare il brulichio di persone che, attentissime, passavano da uno stand all’altro, e nel frattempo consultavano il timetable per non perdere quel dato workshop per loro particolarmente interessante, mi ha dato la fotografia del “popolo di extra”.

E’ giovane, impegnato e assetato di competenze. E’ gasato (a ragione) per il fatto di lavorare in un mercato in fortissima crescita*, è pronto al confronto e a captare le novità in campo legislativo o di design o di marketing. Sa che ci sono ampi margini di miglioramento e che avrà soddisfazioni personali ed economiche. Perlopiù si sente come un pioniere alla conquista di un mercato che in generale è strategico per tutti i territori a vocazione turistica, ma che per noi sardi lo è ancor di più, poiché va visto come una leva di forza che può portare, se maneggiata con cura, e se manovrata con un’attenta programmazione e in modo culturalmente intelligente, ad una distribuzione duratura di benessere.

Abbiamo una chance, ed è da giocare molto bene!

 

*dati sull'extra alberghiero. Nel 2017 Cagliari ha avuto un incremento di fatturato del 38 % . Complessivamente in Sardegna nel 2017 sono stati fatturati 125 mn. Per capire l'importanza del comparto extra si sappia che la sanità privata convenzionata sarda, altro comparto imprenditoriale storicamente "forte" , fattura mediamente 100 mn all'anno, ma non ha attualmente prospettive di crescita.

Circa 2000 persone sono giunte alla Fiera per Extra

A SCUOLA D'IDENTITÀ

Quello che mi chiedo è se sia stato recepito il messaggio, condiviso da tanti analisti e professionisti presenti, di quanto sia fondamentale il concetto di sardità. L’insieme delle nostre tradizioni, usi e costumi, il risvegliato interesse, lento ma inesorabile, della nostra straordinaria civiltà nuragica, il folclore sacro e profano, mischiati ai profumi di elicriso e mirto, e alle luci e ai colori straordinari dei nostri paesaggi, fanno innamorare il turista. Il viaggiatore che decide di venire in Sardegna lo fa per conoscere una cultura diversa, un popolo nella sua autenticità più pura. Si incanta ad ascoltare la lingua sarda dal suono arcaico e cantilenante. Esige la spiegazione di una ricetta della tradizione gastronomica, difficilmente avrà un blocco di disgusto di fronte al formaggio con i vermi o a sa cordula! E’ un viaggiatore interessato alla nostra identità, alla nostra essenza indiscutibilmente unica, è un viaggiatore che vuol fare un'esperienza nuova.

Su questo tema il professor Giuseppe Melis, stimato docente di Marketing all’Università di Cagliari, fa un intervento da lui stesso definito “rischioso”.

Di fronte ad una sala gremita fa emergere il problema “identità”. E’ appurato che su questi concetti di identità, unicità, sardità noi possiamo costruire il nostro sviluppo, eppure adottiamo comportamenti che indicano confusione, che segnalano un nostro disagio nel farci identificare come sardi. Come se ci vergognassimo della nostra identità, come se la sardità fosse un disvalore, un elemento che può essere svilito con la solita improvvisazione. Il professor Melis sprona il pubblico a scrollarsi di dosso questa mentalità, sostenendo con forza l’enorme valenza del concetto di sardità nel costruire un’intelligente e lungimirante offerta turistica. La nostra identità deve far parte integrante del nostro teatro esperenziale. Perchè questo è quello che vogliono fare i viaggiatori che arrivano in Sardegna.

Ci racconta a questo proposito di un suo celebre collega dell’Università di Stanford che, portato a partecipare alla tosa della pecora in un ovile sul Gennargentu, si esaltò così tanto da considerarla l’esperienza più bella che avesse fatto. Nessun lusso, nessun benefit tecnologico, solo il mostrarci come siamo aveva sortito questo effetto su di lui!

 

L’intervento termina con l’auspicio di proteggere la nostra identità nel senso di migliorarla ma non di cancellarla. Come si fa? A questo proposito mostra alla platea una slide del Poetto, unico litorale con due amministrazioni diverse e due differenti "stili" applicati, che indubbiamente non trasferisce all’indirizzo del turista un’immagine univoca. In quell’occasione sarebbe bastato, dice l’illustre docente, prestare attenzione alle dichiarazioni nostalgiche dei cagliaritani sul Poetto che fu (su facebook esiste un gruppo, uno dei migliori a mio parere, che si chiama “Cagliari, un viaggio nella memoria”, molto interessante ed utile per tastare il polso alla cittadinanza su questi argomenti) e caratterizzare i nuovi baretti con rimandi allo stile dei nostri storici casotti (colori, riquadri, verandina, scaletta eccetera).

 

Lo sapete che uno dei souvenir-magnetini più venduti a Cagliari riproduce i casotti ?

 

19 novembre 18

 

Il prof.Giuseppe Melis, marketing a Unica

Gigi Riva, esempio di IDENTITÀ' non fisiologica ma come senso di appartenenza

Quanto ci inorgoglisce o, al contrario ahimè, ci fa vergognare la.nostra identità?