L'arte è gioco,

il gioco è arte.

Maria Lai - Opera Sola

Maria Lai racconta cos'è per lei l'arte. Domenica 10 febbraio è stata inaugurata alla Galleria Comunale d'Arte la mostra Maria Lai - Opera Sola

 Maria Lai.

Galleria Comunale d'Arte di Cagliari.

“🤫shhh alzati, ma fai silenzio, non disturbiamo il sonno degli altri… seguimi in punta di piedi, andiamo a fare il pane. Ecco, vedi, questo è il setaccio, dobbiamo muoverlo in questo modo…”

 

Così mi immagino la scena precedente a quella riprodotta da Maria Lai. In una casa semplice come tante ad Ulassai o a Cardedu o in altri paesi sardi, dove le donne a notte fonda si svegliano per panificare. Un rito ancestrale che si tramanda dalla notte dei tempi nelle famiglie sarde per linea femminile.

Domenica scorsa i cagliaritani ordinatamente in fila hanno atteso il proprio turno per guardare il quadro dell'artista di Ulassai.

Abbiamo zoomato sui tratti essenziali e senza fronzoli, sulle spatolate precise e decise. Sui colori concreti della terra. Sulle proporzioni dei vuoti e dei pieni, sullo studio delle proporzioni che danno il movimento, il racconto di un mestiere.

Il quadro senza titolo è stato battezzato per l'occasione Donne al setaccio”, poiché nell'opera l'artista ha raccontato il momento esatto della fase che precede la panificazione.

Andate a guardare questo capolavoro, e state in ascolto del silenzio. Sembra di sentirlo. Il rito comincia alle tre in estate. Si svegliano le bambine di casa, è importante che assistano e imparino fin dalla giovane età. Si parla a voce bassa, se dovesse essere necessario. Si cammina senza far rumore. Gli altri dormono, non si deve disturbare il loro sonno.

L'interessante progetto “Opera sola” , che ha avuto inizio con l'esposizione della “Cariatide” di Amedeo Modigliani (visibile fino all'11 marzo), prosegue con un tributo alla poliedrica artista di Ulassai Maria Lai. In una piccola sala, con un effetto di luci pazzesco, utilizzato prima d"ora solo per la Monnalisa, la Nike di Samotracia e la Venere di Milo, c'è il quadro inedito “Donne al setaccio”, un'opera prestata per l'occasione dall’Archivio storico Maria Lai, e mostrato per la prima volta al pubblico di Cagliari.

Incuriositi dai tam tam internazionali sul suo semplice, elementare e geniale modo di fare arte, in tanti siamo accorsi alla chiamata. In effetti era (è!, poiché l'opera rimarrà esposta alla Galleria comunale del Largo Giuseppe Dessì fino a maggio) un'occasione imperdibile, un inedito dell'artista sarda che ha raggiunto incredibili quotazioni a livello mondiale. Si trattava di un quadro tra l'altro di notevoli dimensioni per gli standard della Lai.

I visitatori scorrono uno dietro l'altro davanti all'opera. Lungo il percorso da seguire, da un angolo proviene la voce registrata, aggraziata e anziana, di Maria : “penso ad un ragnetto, piccolo, che cerca nei vuoti lo spazio dove appoggiare il filo che ha tirato fuori da dentro di sé, perché nel vuoto fra una realtà concreta e l'altra possa costruire le sue reti che spesso sono bellissime”. Più avanti su uno schermo il suo volto racconta...

 

Infine, nella sala dove è esposta la Collezione Ingrao, è esposta la serie di carte dell’intelligente gioco creato da Maria. L'artista, partendo dal principio che l'arte va insegnata fin dall'infanzia,(l'ideale sarebbe che nelle scuole ci fosse un tabernacolo per avvicinarsi all'arte, un modo per aiutare i ragazzi a conoscerla, sosteneva la Lai, così come ci ha ricordato l'assessore alla cultura Paolo Frau che domenica ha inaugurato la mostra), escogita un divertente gioco per suggerire a tutti i neofiti, e non solo ai bambini, di approcciarsi all'arte secondo delle regole. Escamotage che offre un utilissimo codice di lettura, e che vale la pena apprendere, il gioco della Lai è uno strumento universale per approcciarsi all'arte nel modo giusto.

Per raggiungere la sala con il gioco dell'artista si passa obbligatoriamente in quella dedicata alla statuaria di Francesco Ciusa. Artista nuorese, insegnò alla Lai la materia scultorea. La conobbe quando era ancora una bimba, allorquando gli venne commissionata una lapide che doveva raffigurare la sorella di Maria, Cornelia, morta in tenera età, ma non essendo disponibile un ritratto, fece posare la piccola come modella.

Fate attenzione che nella sala dedicata al Ciusa si rischia la Sindrome di Stendhal*!! Incantata, non riuscivo ad andarmene.

Profondamente radicata nella realtà sarda, l'arte del Ciusa è impattante e di grande forza comunicativa. Tutti conoscono la celebre “Madre dell'ucciso” , che gli valse il trionfo alla Biennale di Venezia n 1907. Ma anche le altre opere sono di carattere, prepotenti. Trasmettono forti emozioni. Non puoi rimanerne indifferente.

 

L'opera -Sola della Lai sarà dedicata a "Donne al setaccio" fino a maggio. Di seguito al posto d'onore nella Galleria comunale si succederanno altre tre opere: "Telaio" fino a settembre , "Tela cucita" fino a novembre e infine si chiuderà il progetto dedicato alla Lai con l'opera "Geografia", in esposizione fino a dicembre. 

 

12 febbraio 19

 

 

 

*la Sindrome di Stendhal, detta anche sindrome di Firenze, è una affezione psicosomatica osservabile nei soggetti messi al cospetto di opere d'arte di straordinaria bellezza.(cit Wikipedia)

L'opera "Donne al setaccio" è stata preceduta da diversi disegni preparatori. È esposta in una piccola sala, illuminata con un sistema speciale che esalta la resa cromatica.

Tachicardia? Vertigini? potrebbe essere la sindrome di Stendhal di fronte a cotanta bellezza! opera dell'artista nuorese Francesco Ciusa. 1927

Sala gremita all'inaugurazione del progetto Opera -Sola dedicato a Maria Lai.

Pubblico cagliaritano

La madre dell'ucciso. Francesco Ciusa

La bontà. Francesco Ciusa

Dietro le rotondità michelangiolesche dell'Anfora sarda s'intravede "Il cainota".francesco Ciusa