Cambara cambara cambara e maccioni pisciurrè sparedda e mummungioni
Solo per cagliaritani !

Confessiamolo, la ratantira ci commuove !

Vorrei tornare indietro alla metà degli anni ‘80 e bloccare il tempo.

La sfilata del giovedì grasso era un'occasione imperdibile di divertimento.

Si usciva con la cricca, appuntamento in piazza Ienne. I genitori non avevano nulla da ridire, nessun timore e nessuna forma di snobismo per un momento di festa della Cagliarireàl , la Cagliari verace. Nessun pericolo. Solo gaggi. Bastava non andarci da sole. Quindi ci si organizzava per tempo, si facevano i gruppi, con un minimo di coreografia.

 

Carte false per salire sui carri. Io mi svenavo. Gara a chi si inventava la maschera più cretina. Un anno ho realizzato un travestimento straordinario. Poiché secondo me sapevo giocare a calcio volli travestirmi da pallone, la mia amica Rosanna può testimoniare. Vestita completamente di nero, avevo tagliato un Tango Adidas in cuoio ( ve lo ricordate? E il Super Tele? E il Super Santos?) e me l’ero calato sulla testa, disegnando il viso coi classici pentagoni neri ed esagoni bianchi. Ero oscena, non so se risi più io o le amiche. Mio padre mi diceva elegantemente che avevo la camminata da sballarori, e in effetti…

A quei tempi la sfilata era liberatoria, ridevamo a crepapelle.

Molte Pippi calzelunghe, molte befane, molti macellai trucidi, molti lobomotizzati con ascia /cerchietto fintamente conficcata nel cranio, molti uomini uomini vestiti da donna. Era un boato di risate, le prime volte che vedevamo amici nerboruti con collant parrucca rossetto imbottitura e borsetta ruotante, o travestiti da suora sexy, o da Cappuccetto rosso o da infermiera appetitosa ma irsuta e scimmiesca. Mi viene da pensare a quanto facilmente ci divertivamo.

Ora , badateci, nella sfilata non ci sono più gli uomini doc che si travestono da donna. Non ci farebbero più ridere, ci risulterebbero patetici. Ora diverte l'ironia delle drag queen travestite da Carmen Miranda.

Le strade lungo il percorso erano talmente piene di gente che si aveva paura di perdersi. E non c'erano i telefonini per recuperarsi. “Mi raccomando se ci perdiamo ci ritroviamo al piccolo caffè in via Garibaldi”. Ragazzi , tanti ragazzi , sia cagliaritani che dai paesi. E pure i tedeschi dell'Afi!

E ora ? Perlopiù bambini accompagnati da genitori nostalgici. Ragazzi pochi , a parte quelli che fanno parte dei gruppi. Mia figlia, anni 15, non ha mosso ciglio al mio invito! Per me alla sua età stare a casa sarebbe stata una punizione.

Eppure, nonostante i cambiamenti organizzativi e logistici , come ad esempio l'abolizione dei carri a causa della troppa altezza, sopravvive un motivo centrale, forte , che ancora ci fa emozionare e gioire , e per cui vale la pena di ricostruire la tradizione e riportare la sfilata ai fasti di un tempo.

Parlo della parossistica, entusiasmante ratantira*, la colonna sonora del carnevale casteddaio, che accompagna gli sfilanti fin dal 1945 o giù di lì , un suono di tamburi e di grancassa che dalle orecchie ti entra nelle vene, ti colonizza il cervello e comanda sulle gambe.

Anche stasera si è ripetuto l'incantesimo, almeno per me (so che solo i cagliaritani che l'hanno vissuta possono comprendere ): gioia, emozione, groppo alla gola. E mi sono ritrovata che furtivamente mi asciugavo gli occhi!

Al ritmo incalzante ed energizzante della Ratantira i gruppi hanno ballato, scherzato, si sono messi in mostra per divertire i passanti. La sequenza quasi demoniaca delle percussioni è stata come sempre trascinante, oggi come allora. Mi sento di dire : ripartiamo da qui . Stasera ho visto tanti colori, persone capaci di mettersi in gioco, che si sono preparate a lungo per creare una coreografia. Certo, ci fossero ancora i carri… Facciamoci trascinare dal ritmo della Ratantira.

P.s. Menzione speciale per il gruppo delle fantastiche Carmen Miranda.

P.p.s. Avevamo tante occasioni per vestirci in maschera. Ricordo le feste nei saloni del Circolo Ufficiali di via Principe Amedeo, ricordo di una festa in una villa a Poggio dei Pini dove un bellissimo Chicco Spinas travestito da scheletro, con anche il viso mascherato, non apriva bocca per non farsi riconoscere, delinquente … 😁. Ricordo ancora di una bella damina dell'800 (costume originale) ad una festa al circolo dell'Aeronautica di Elmas. Chi l'avrebbe detto che la dolce Marzia sarebbe diventata così in gamba come poi si è rivelata? E infine ricordo le bellissime feste nei saloni del Mediterraneo...

*Perchè la Ratantira si chiama così? non è altro che il nome onomatopeico dato al suono dei tamburi piatti e grancasse. Chi l'ha inventata? gli stessi che hanno creato e replicato per decine di anni tutto l'ambaradan organizzativo fin dal 1946, i cagliaritani Tonino D'Angelo e Pinuccio Schirra della GIOC.

 

1 marzo 19

1970. Più o meno. Festa da mille e una notte al Palazzo Viceregio, ospiti del Prefetto.qualcuno si riconosce?

Prima metà anni '60. Festa a casa di Cucuccio e Maria Pernis. Amici appartenenti a famiglie della borghesia industriale cagliaritana. Come potrete notare, TUTTI erano vestiti con un costume in maschera. Si sentiva sul serio l'aria del carnevale, dove ogni scherzo vale !

Ecco com'era il carnevale casteddaio ai tempi della Gioc . Sappiate che sfilavano bellissime donne , e non si percepiva che in reltà si trattava di uomini. Questo era il gusto del travestimento e del divertimento! Si ringrazia il formidabile gruppo fb "Cagliari, viaggio nella memoria" per le splendide foto.

Un'altra bellissima immagine rubata dagli archivi del sorprendente gruppo fb "Cagliari, un viaggio nella memoria". Qui è la Carmen Miranda di un tempo

Stupendi

1980. Scegliere una maschera non graziosa, non seducente, ma che anzi ti imbruttiva come un'inquietante diavolessa era considerata una trasgressione per una ragazza della borghesia cagliaritana

mettete il volume al massimo!|

Via Garibaldi , giovedì grasso 2019